La Parola

 
“Voliamo in montagna … con il gabbiano Jonathan” PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff animatori   
Sabato 30 Dicembre 2017
Campo Estivo 1° turno — MARANZA (BZ) 8-15 luglio 2017

 

La meta è il piccolo paesino di Maranza, di Rio Pusteria; ci è già familiare. La formula è quella ormai consolidata, che unisce ai canonici sette giorni a contatto con la natura, occasioni di crescita umana e spirituale e di socializzazione capaci di cementare legami consolidati durante l’anno catechistico e di crearne di nuovi. Il tutto alimentato e sostenuto dalla Parola e dalla preghiera, in momenti che scandiscono le giornate in campeggio, oltre  alle attività di gioco e alle escursioni ad alta quota.

Ma cos'è alla fine un campeggio estivo? Divertimento, natura, camminate, pranzi al sacco, giochi sportivi, chitarre, amici, canzoni, chiacchiere fino a notte fonda ... Beh questo lo si fa ormai anche nei moderni English-Camp, nei camp sportivi, nei campi in fattoria … Quello proposto ha qualcosa in più perché è un campeggio parrocchiale. Eh già ... parrocchiale nel senso di messe, riflessioni, preghiere, accoglienza e ascolto dell’altro, saper chiedere scusa?  Si!!!

Ed è questo il valore aggiunto!!!

La giornata si apre con la sveglia “relativamente” presto, una bella colazione e una mattinata che può prevedere gite, passeggiate o momenti di riflessione. I ragazzi divisi in gruppi, insieme agli animatori affrontano, con semplicità, ma anche con impegno, argomenti di attualità collegati al tema che ci accompagna, il gabbiano Jonathan e il suo desiderio di volare in alto, di non uniformarsi al resto del gruppo. Nel pomeriggio si alternano giochi a tornei sportivi di carte, di ping pong, bigliardino. Vengono svolti (con qualche sollecito!) piccoli compiti di pulizia e riordino, di apparecchio e sparecchio. Pranzi e cene sono da leccarsi i baffi e nessuno torna a casa “patito”.

Le serate sono uno dei pezzi forti del campo, giochi a squadre, Cluedo, sfide, giochi musicali, canti e balli e cinema.

Ma soprattutto il campo è una via preferenziale per lasciarsi incontrare dal Signore e per “guardarsi dentro”. Quali e quante occasioni hanno oggi i ragazzi e i giovanissimi per poter prendere in mano la propria vita, per riflettere e vedere verso che direzione orientarla, per scoprire il valore di essere unico e desiderare di volare in alto, come il nostro Jonathan? Un campo, pur con i suoi difetti, non si dimentica e lascia sempre un segno.

Qualche “difetto” appunto l’abbiamo rilevato e l’abbiamo condiviso col gruppo educatori e con i genitori: vuoi che i ragazzi sono sempre più irrequieti e impegnativi da gestire, vuoi che a parte qualche rarità, siamo “gente di pianura” e non tutti vogliono raggiungere la cima, vuoi che non ci sono più le camerate di una volta in cui si condivideva davvero tutto per tutto … la difficoltà più grande è sicuramente la separazione dal cellulare, una specie di “sindrome da astinenza”…

Il “cordone ombelicale del controllo” coi cellulari noi genitori lo dovremmo tagliare per primi; non sarebbe più bello farsi raccontare tutto alla fine e lasciare che i ragazzi vivano con tranquillità queste prime esperienze di maturità e autonomia? Le piccole discussioni o i malumori che nascono in camera o nel gioco, muoiono solitamente dopo un bel chiarimento “vis a vis”… la telefonata a casa amplifica l’accaduto e fa sorgere nuovi equivoci, di difficile comprensione per chi non è presente fisicamente. Il dialogo in genere ricuce eventuali strappi che inevitabilmente si creano.

Il campo viene preparato e organizzato in tutti i suoi aspetti molto tempo prima della partenza. Gli educatori e i don, si adoperano affinché tutto riesca per il meglio. L’impegno volontario di cuochi, catechisti e animatori verte tutto su un unico obiettivo: fornire un’importante occasione di crescita, un modo di vivere lo stare insieme, riscoprendo la preghiera e la natura in maniera diversa. Solo condividendo appieno obiettivi e metodi, genitori, educatori e ragazzi insieme, questa proposta potrà risultare, anche in futuro, efficace e formativa e rappresentare una buona ripartenza per i cammini dei vari gruppi.

Lo staff animatori