La Parola

 
Oratorio, come stiamo andando? PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerio Romitti   
Martedì 27 Aprile 2010

Sono passati circa tre mesi da quando il nuovo progetto per il nostro Oratorio è stato approvato ed ha cominciato ad essere concretizzato: tre mesi nei quali all’interno della vita dell’Oratorio sono entrate in gioco tante realtà nuove e diverse tra loro che hanno arricchito anche più del previsto questa esperienza.

Superate le prime prevedibili difficoltà dovute ad incomprensioni e scetticismo il progetto è decollato coinvolgendo più di cento persone che si sono rese disponibili per dare una mano in mille modi differenti. Questa forse è stata una delle note più liete: il coinvolgimento di tante persone. Persone che avevano sempre lavorato all’interno della Parrocchia ma anche persone che da anni non mettevano piede in Oratorio; persone che hanno appoggiato e sostenuto da subito il nuovo progetto ma anche persone che hanno provato a mettersi in gioco nonostante uno scetticismo poi svanito dopo le prime esperienze.

Da tutte queste disponibilità sono nati diversi gruppi di lavoro: il gruppo manutenzione Oratorio (il mitico GMO) che da mesi lavora alacremente per sistemare la struttura, renderla più accogliente ed adatta ad ospitare tutta la comunità; il gruppo pulizie che una volta a settimana si occupa di ripulire gli ambienti, con un notevole risparmio economico rispetto al passato; il gruppo dei Webmaster, che è al lavoro per creare il sito internet della Parrocchia e dell’Oratorio; i vari gruppi di servizio in Oratorio, che ci hanno permesso di mantenere aperto tutti i pomeriggi dal Mercoledì alla Domenica.

Tutte queste realtà fanno si che l’Oratorio si stia lentamente riappropriando del suo essere punto di unione tra le varie attività della Parrocchia: spesso succede che ci siano molte attività ma tutte scollegate tra loro, così succedeva anche nella nostra comunità. L’Oratorio dovrebbe essere proprio il luogo nel quale confluiscono tutti gli operatori pastorali per interagire tra loro, per fare formazione, per collaborare e per fare comunità.

Il percorso di formazione del mercoledì sera che Don Simone propone a tutti gli operatori Parrocchiali e che si tiene ogni due mercoledì proprio in Oratorio è nato anche per questo motivo: all’interno dell’Oratorio la comunità riscopre l’essere famiglia per poter camminare insieme verso un unico obbiettivo.

Anche il fatto che quasi tutti i catechisti si siano resi disponibili a prestare servizio in Oratorio fa si che esista una naturale continuità tra la catechesi e lo stare insieme in Oratorio: il catechista che “accompagna” il ragazzo in Oratorio dopo il catechismo oppure che, dopo aver giocato con i ragazzi in Oratorio, li invita all’incontro vive la funzione educativa dell’Oratorio e collabora attivamente affinché l’Oratorio diventi sempre più un luogo educativo.

Altra importante novità all’interno dell’Oratorio è rappresentata dalla presenza delle famiglie: in particolar modo il turno della Domenica pomeriggio è gestito quasi sempre da gruppi di famiglie che prestano servizio con la loro presenza. In questi momenti l’Oratorio continua ad essere rivolto in modo particolare ai giovani che trovano comunque il loro spazio: in tal senso la presenza dei bambini non deve essere vista come un impedimento per gli adolescenti ma bensì come uno stimolo ad assumere sempre comportamenti idonei alla presenza dei più piccoli.

Il lavoro fatto in questi mesi sulle famiglie ha diversi obbiettivi: uno è quello di trovare “forze nuove” che siano disponibili ad offrire servizio in Oratorio, l’altro è di offrire ai giovani che frequentano l’Oratorio esempi importanti di persone che hanno vissuto la vocazione per la famiglia, l’ultimo è quello di coinvolgere all’interno della comunità le famiglie perché solo lavorando con attenzione sulle famiglie è possibile avere domani una comunità pronta a supportare gli adolescenti.

Negli ultimi anni è apparsa con chiarezza la difficoltà di lavorare sugli adolescenti senza l’appoggio delle famiglie: l’intenzione è quindi quella di collaborare con i genitori e di coinvolgerli in un progetto educativo che abbia come scopo quello di offrire al ragazzo una linea comune che lo porti a fare scelte importanti.

In questo contesto l’Oratorio non può essere visto dalla comunità semplicemente come un luogo per i ragazzi, ma deve diventare sempre di più luogo per tutta la comunità e di tutta la comunità: solo così sarà possibile creare una rete educativa che possa permetterci di affrontare con serenità anche i periodi più difficili della crescita dei nostri ragazzi.