La Parola

 
Domenica 08 Marzo 2020 - Più distanti ma più vicini PDF Stampa E-mail
Scritto da Don Piergiorgio Torreggiani   
Sabato 07 Marzo 2020
Carissimi,
Buona domenica.
Un augurio che può sembrare una presa in giro, dato che non possiamo nemmeno celebrare l'Eucaristia.
Dio ci chiede questo digiuno particolare perché avvertiamo l'importanza della sua parola,
del suo pane x la vita eterna e della comunità.
Di fronte al coronavirus e ciò che comporta nel cambiamento delle nostre abitudini,
dobbiamo reagire con fede.
- L'emergenza ci tocca da vicino, l'epidemia è  arrivata a casa nostra,
e questo ci ricorda che siamo davvero in un mondo globalizzato.
La Cina non è più  vicina, ma  è  in casa nostra.
Noi abbiamo inviato mascherine in Cina ed ora sono loro che mandano mascherine a noi che siamo nel bisogno.
Ciò  contribuisce a renderci consapevoli che siamo e che dovremmo essere una grande famiglia,
senza discriminazioni e barriere.
- Non dobbiamo lasciarci prendere dal panico, che si diffonde purtroppo più velocemente  del virus.
Non c'è motivo  perché  siamo nelle mani di Dio
- Dobbiamo intensificare la preghiera e affidarci a chi è padrone della vita, a Dio.
Ciò non vuol dire che siamo assicurati sulla vita e sulla salute, caso mai sulla vita eterna,
ma siamo accompagnati da chi della croce ne ha fatto  un motivo di riscatto e di salvezza per gli altri.
- Siamo vulnerabili e fragili, fuori e dentro, non siamo onnipotenti, non siamo padroni della vita,
né della nostra, né di quella degli altri di cui dobbiamo prenderci cura, soprattutto quando è minacciata.
- Non dobbiamo lasciarci dominare dall'indifferenza irresponsabile, dicendo "non è  un mio problema",
o dalla paura incontrollata, dicendo ,"si salvi chi può".
- Non é  un castigo di Dio. Lui é  alleato dall'uomo, vuole il suo bene,
è dalla parte di coloro soffrono e degli scienziati che cercano i rimedi per debellare il virus.
Preghiamo Dio per esprimergli  la nostra apprensione, il nostro timore, ma anche la piena fiducia che,
con lui, anche dal male potremo ricavare un bene e fare tesoro di ciò  che ci ha insegnato con questa malattia.
E una malattia che ci costringe all'isolanento ei ci fa sentire più  piccoli, ma, nello stesson tempo,
più vicini gli uni gli altri, più  fratelli, più  dipendenti gli uni dagli altri e più  forti in Dio.
P.S. scusate la lunghezza del messaggio. Consideratela la mia predica domenicale.
Buona quaresima e non quarantena. Perché la quarantena ci viene imposta,
la quaresima invece scegliamo noi di farla come cammino di conversione.
Don Piergiorgio
__________________________________________________________________________________________________________________ 

DOMENICA 8 MARZO – II DOMENICA DI QUARESIMA
Sono sospese tutte le celebrazioni Eucaristiche con la partecipazione dei fedeli,
sia nei giorni feriali che festivi fino a nuove disposizioni
Le precedenti disposizioni che rimangono in vigore sono le seguenti:
1. Si tolga l’acqua benedetta dalle acquasantiere.
2. Per i funerali è consentita la celebrazione delle esequie senza Messa, con i soli familiari.
Sono sospese le veglie funebri.
Si propone di celebrare SS.Messe di suffragio solo al termine di questa fase critica.
3. Sono sospese le visite alle famiglie per le benedizioni pasquali.
4. Sono consentite le consuete visite ai malati e l’Unzione degli infermi.
5. Gli incontri di catechismo e del dopo-scuola riprenderanno alla riapertura delle attività scolastiche.
6. Sono sospese feste e sagre parrocchiali.
7. I Centri d’ascolto e i servizi della Caritas diocesane e parrocchiali svolgeranno la propria attività
in accordo con le rispettive diocesi e secondo le indicazioni delle competenti autorità territoriali.
Sono sospese anche tutte le attività catechistiche e di oratorio.
|
DOMENICA 15 MARZO – III DI QUARESIMA - GIORNATA MISSIONARIA DIOCESANA
Il digiuno obbligatorio dall’Eucaristia ci aiuti ad aver più fame di Dio, della sua parola,
del suo pane di vita eterna e della comunità cristiana.
La Pace del Signore e la salute siano con tutti voi, sempre!
______________________________________________________________________________________________________________________

Vangelo di Domenica 15 Marzo -  III di Quaresima A

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar,
vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:
qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo.
Era circa mezzogiorno.
Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere».
I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice:
«Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?».
I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde:
«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!,
tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva».
Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva?
Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò,
non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».
«Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete
e non continui a venire qui ad attingere acqua.
Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte;
voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre.
Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei.
Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità:
così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano.
Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo:
quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui.
E quando giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni.
Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano:
«Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito
e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».