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La Parola

 
LAVORI DI RIPRISTINO DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN GIORGIO A LUZZARA PDF Stampa E-mail
Scritto da Don Piergiorgio, unitamente al Consiglio Amministrativo, allo studio tecnico e all’ufficio di Curia   
Giovedì 12 Gennaio 2017

Sono finalmente iniziati i lavori per il ripristino della chiesa parrocchiale di Luzzara, chiusa da più di quattro anni a causa del terremoto.

I danni causati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 che hanno reso inagibile la chiesa di San Giorgio si possono così riassumere:

 

  • Lesioni alle murature perimetrali, nelle volte laterali e nella cupola. Tali lesioni sono dovute a meccanismi di ribaltamento trasversali e longitudinali dell’aula che, grazie ai lavori di rinforzo già eseguiti negli anni passati, in particolare con l’inserimento di catene ad intradosso ed estradosso degli archi, sono risultate limitate avendo impedito danni maggiori all’edificio.
  • Lesioni alla facciata con il relativo distacco dalla navata principale particolarmente visibile nel sottotetto della chiesa. In questo caso si è trattato di un meccanismo di ribaltamento avente senso longitudinale e direzione verso l’esterno dovuto principalmente allo scarso ammorsamento dei muri trasversali della navata con il muro di facciata.
  • Una condizione che ha contribuito a lesionare ulteriormente l’edificio è stato il peso della copertura realizzata negli anni settanta avente struttura in travi e travette in cemento armato e solaio in laterizio. Tale copertura, aumentando di peso elevato e avente natura spingente, ha contribuito ad incrementare le sollecitazioni dinamiche causa dei meccanismi di ribaltamento prima accennati.

 

A pagina 14 sono riportate alcune foto delle lesioni sopra menzionate.

Alla luce di queste problematiche gli interventi di consolidamento si possono così sintetizzare:

 

1) Rifacimento della copertura con la sostituzione delle travi e dei travetti in cemento armato e del tavolato in laterizio, con un nuovo tetto in legno più leggero costituito da capriate in legno, a spinta eliminata, ed orditura secondaria e assito di chiusura. Tale intervento è il più delicato e importante per la difficoltà delle lavorazioni previste di smantellamento della vecchia copertura avente elementi in calcestruzzo di notevoli dimensioni, l’inserimento dei nuovi elementi di notevole complessità e per la dimensione dell’area interessata.

2) Realizzazione di una intelaiatura metallica da collocare sul retro del timpano al fine di limitare il rischio di ribaltamento della facciata.

3) Realizzazione di cordoli in muratura armata alla sommità di muri ed arconi al fine di legare tra loro i muri d’ambito delle volte evitandone l’apertura migliorando così la stabilità delle volte tra essi comprese.

4) Riparazione delle lesioni sulle volte e loro consolidamento, ripristinando la geometria originaria, mediante l’inserimento di cunei metallici, il rinforzo dell’estradosso tramite il posizionamento a rinforzo dei frenelli di malta armata da nastri in maglia di acciaio.

5) Intervento nelle lesioni delle murature mediante lavorazione del tipo “scuci-cuci” finalizzate a risarcire le fessurazioni e ricreare la continuità strutturale della tessitura muraria.

6) Inserimento di tiranti e di cerchiature alla sommità del tiburio ed alla sommità dei 4 pennacchi che lo sorreggono nel sottotetto della chiesa.

 

L’impresa che ha vinto la gara per realizzare i lavori, la Ditta “Bottoli” di Mantova, ha offerto alcune migliorie quali, tra le più importanti, parte della deumidificazione delle murature, la riparazione della fognatura, la realizzazione di un tunnel di protezione dell’accesso alla scuola, la copertura temporanea della chiesa durante i lavori, il tinteggio per velatura dell’interno della chiesa e l’apertura motorizzata di alcune finestre per garantire un minimo di ventilazione interna.

 

Tutte queste opere sono finanziate dalla Regione Emilia Romagna quali opere di miglioramento sismico.

 

Rimangono da progettare ed eseguire altri lavori che si rendono indispensabili per l’utilizzo della chiesa e per lo svolgimento in essa delle diverse liturgie. Questi lavori dovranno essere a carico della parrocchia giacché non finanziabili dalla Regione, non essendo legati al recupero delle strutture.

Essi consistono nel rifacimento e nella messa a norma dell’impianto elettrico e d’illuminazione, della progettazione elettrica ed illuminotecnica ad esso associata, dell’impianto di allarme, del rifacimento del sistema di diffusione sonora ed amplificazione, del restauro dell’organo sia per la parte meccanica che per quella lignea, della revisione dell’impianto di riscaldamento (che potrebbe richiedere interventi anche sulla pavimentazione), del ripristino della sagrestia.

Per alcune di queste opere presenteremo richiesta di contributi alla CEI (l’otto per mille del sostentamento per le chiese).

Infine si dovrà valutare l’opportunità dell’adeguamento liturgico, anche provvisorio, che interesserà la posizione dell’altare per le celebrazioni, della sede del celebrante e dell’ambone. Di questi temi si continuerà a portare avanti un dialogo di catechesi e di confronto con la comunità.

Confidiamo perciò nella partecipazione e nella generosità di tutti coloro che amano la Chiesa di S. Giorgio, sia come tempio di pietre che come comunità di fedeli.