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La Parola

 
Benedette le mani e le voci PDF Stampa E-mail
Scritto da don Emanuele Benatti   
Mercoledì 28 Aprile 2010

CoroLuzzaraAprile

Domenica di Pasqua molti si sono compiaciuti del servizio delle vostre mani e delle vostre voci.  Avete preparato dolci e canti, pensando alla Pasqua, a quella dei vicini e a quella dei lontani. Così vi siete preparati anche alla vostra Pasqua, profumandola di dolcezza e di armonia. L’avete fatto perché avete ricevuto in dono mani, voci e cuore, insieme ad altri doni, e qualcuno vi ha chiesto di fondere il tutto in arte e bellezza.

Così il giorno di Pasqua non è finito al mattino con la messa, ma si è protratto a casa con il pranzo e poi di nuovo in chiesa con il concerto serale. Normale che, durante la giornata, il Cielo vi abbia regalato sprazzi di luce e, la sera, spruzzi di acqua: due segni della benedizione di Dio! Dolci e canti: cose belle, più facili ad essere consumate o ascoltate, che preparate, impastate o impostate! Hanno richiesto tempo, rinuncia ad altre cose, volontà, pazienza, attesa. E nel frattempo forse anche tensione, stanchezza, sospiri, lacrime…

Sì, perché ognuno di voi nei giorni precedenti ha vissuto la quotidianità abituale che è fatta di passione e di lavoro, di speranze e delusioni, di rotture e di recuperi….

Le vostre torte e i vostri canti, per ispirati e ispirate che foste nel momento decisivo, non uscivano dalla quiete onirica del paradiso, ma da mani affaticate e da cuori provati dalle vicissitudini della vita. Forse, senza pensarci, avete fatto come il Signore Gesù… che “prese il pane nelle sue mani sante e venerabili, rese grazie, lo spezzo, lo diede ai discepoli”…

Avete preso pasta e ingredienti, spartiti e strumenti nelle vostre mani benedette e avete offerto il meglio di voi, materializzato, “incarnato” in un dolce o in una canzone.

Complimenti e grazie!

Durante il concerto ho pensato che Dio è mistero d’amore a 3 voci divine: quella del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ho pensato che il Vangelo è una sinfonia di vita a quattro voci umane, divinamente ispirate: quella degli evangelisti, rappresentati idealmente dai 4 compassati strumentisti e dai 4 funambolici tessitori di luci in cabina di regia… Ho pensato che certi dolci piacerebbero a Gesù Cristo e che la musica magnificamente esprime la dolcezza e la forza della Risurrezione…

Ho anche pensato che se con la musica siete riusciti a riportare in chiesa don Alessio, con i dolci potreste riuscire a rimettere in piedi don Mario…

E ho trattenuto il respiro quando avete cantato con il Salmo: “tremi la terra davanti al Dio di Giacobbe!”.  Ho pensato all’Abruzzo, ad Haiti, al Cile… e ho pregato: ”tremino piuttosto le coscienze, o Dio, e vibrino i cuori, per un sussulto di responsabilità!”…