Testimonianza di accoglienza e solidarietà Stampa
Scritto da Soprani Franco   
Sabato 14 Aprile 2018
Lunedì 12 marzo presso l’Oratorio di Luzzara la Caritas “S. Madre Teresa di Calcutta” ha proposto una serata con cinque diverse testimonianze.
Lo scopo era non solo quello di ascoltare le varie esperienze, ma soprattutto di ricevere fiducia e speranza, visto che ogni giorno i media ci bombardano solo con notizie negative, mentre il bene non fa mai notizia.
Giulia Avanzi (Gualtieri) ci ha parlato del suo cammino di fede, partito dal Madagascar e approdato oggi al servizio liturgico in carcere, la Domenica mattina a pregare insieme ai carcerati. “Ho iniziato per curiosità, sulla spinta del Vangelo di Matteo 25 (…ero in carcere e siete venuti a trovarmi …) e ora, ogni volta, torno a casa con tante domande “ . “Ognuno di noi ha catene che ci tengono lontani dalla libertà “. Ci ha letto brani di lettere di carcerati con i quali si è creato un bel rapporto di amicizia ed ha sottolineato la differenza tra Reato e Persona che lo ha commesso. “Dio ci offre gratuitamente il Suo perdono “.
Mattia Paliotto (Brescello), 27 anni, ci ha raccontato della sua esperienza con l’Operazione Colomba nei campi profughi in Libano. Il Libano è grande come l’Abruzzo, ha 2 milioni di abitanti a cui si sono aggiunti 2 milioni di profughi dalla Siria. È qui che ha conosciuto una famiglia siriana sotto la cui tenda andava a chiacchierare e a prendere il the; ha ritrovato poi a Brescello questa famiglia, arrivata in Italia con il canale umanitario della Caritas.
Da qui il racconto del suo servizio, con un gruppo di volontari, per aiutare questa famiglia nel difficile cammino d’inserimento in Italia e superare le mille difficoltà di ogni giorno (la casa, il lavoro, la lingua.) . “Il servizio verso gli altri mi aiuta a non pensare sempre a me “.
Giovanna Bondavalli (S. Maria della Fossa) dei Servi della Chiesa e Valentina Schiroli (Villarotta) ci hanno parlato dell’accoglienza delle donne in difficoltà, in particolare delle ragazze di strada. È un cammino iniziato 20 anni fa con le ragazze di strada sulla Via Emilia, approdato ora con la rete Maria di Magdala che si occupa di accoglienza al femminile, in appartamenti messi a disposizione dalle varie Parrocchie. “Tutti i Giovedì leggiamo il Vangelo insieme: non c’è chi accoglie e chi è accolto, ma fratelli che condividono la Parola”.
Valentina ci ha parlato della sua esperienza con l’unità di strada: in gruppi di 3-4 persone di sera vanno ad incontrare le ragazze sulla strada: a parlare con loro, a conoscerle, a pregare insieme e a lanciare un messaggio di speranza che una vita diversa è possibile. “Non sono prostitute, ma prostituite: costrette con la violenza e le minacce a scegliere questa vita per pagare il debito contratto per attraversare il mare “. “L’incontro con queste ragazze ha dato pienezza alla mia fede “ . “Preghiera, vicinanza, relazione con l’altro“.
Gianpaolo Schiroli e Lucia (Villarotta), genitori di Valentina, da oltre un anno hanno accolto nella loro casa Sandra, 23 anni, nonostante le perplessità iniziali dell’altra figlia. Piano piano il rapporto si è sviluppato, tra alti e bassi com’è normale, e la vacanza estiva – tutti insieme – ha contribuito a farci fare un salto di qualità. “L’aver accolto Sandra ci ha aiutato a fare famiglia e a darci il senso vero di famiglia “.
Valerio Romitti (Luzzara) ci ha parlato di com’è diventato amministratore di sostegno (figura poco conosciuta, ma di cui ci sarebbe tanto bisogno) di Carla e dell’esperienza di affido famigliare, che ti aiuta a capire che i figli (anche quelli di sangue) non sono tuoi, ma ti sono affidati. “Non sono io che ha scelto Carla, ma è lei che ha scelto noi “. “Non è difficile, basta lasciare aperta la porta di casa e del proprio cuore “.
Abbiamo scoperto che in Diocesi ci sono famiglie che si sono rese disponibili per l’accoglienza di emergenza: chi per accogliere minori, chi ragazze, chi per una settimana, chi per un mese. Altre famiglie, non avendo la possibilità di accogliere in casa propria, si sono unite insieme per gestire l’accoglienza in un appartamento messo a disposizione dalla parrocchia.
Una serata con storie diverse, cammini diversi, ricchi di semplicità, umanità … e fede; una serata che ci ha arricchito e che sarà ripetuta anche in autunno con altre testimonianze, per farci comprendere che il bene c’è, ogni giorno, è vicino a noi e non occorre essere supereroi per poterlo fare.
L’importante è guardare all’altro con gli occhi del cuore, come ci insegna Papa Francesco.

 
Joomla SEO powered by JoomSEF