Lettera del Parroco, Pasqua 2015 Stampa
Scritto da Don Piergiorgio Torreggiani   
Mercoledì 25 Marzo 2015

La Pasqua con Maria di Magdala

 

Abbiamo assistito nel recente passato ad alcune insinuazioni e affermazioni riguardo al rapporto tra Maria Maddalena e Gesù, che hanno tenuto banco nell’opinione pubblica, nonostante fossero abbastanza gratuite e poco fondate storicamente. Ma ormai si sono spente perché non fanno più notizia.

Lo scalpore è finito. Ma il vangelo resta.

E’ indubbio che per la vita della Maddalena Gesù è diventato davvero una persona decisiva. Da quando l’ha conosciuto non si è più staccata da Lui. L’incontro che ha avuto con lui ha cambiato la sua vita. E quando “il suo amico più vero”, le viene tolto non riesce a darsi pace.

La fede che ha ricevuto da lui la spinge a continuare la ricerca, una ricerca non superficiale, ma appassionata. Non si rassegna. Lo ritiene indispensabile come l’aria che respira. Quanto è diversa da noi che pensiamo di poter fare senza Gesù e senza il suo amore disinteressato e totale.

Così Maria Maddalena cerca il maestro anche dopo la morte, perché si è resa conto di desiderarlo tanto solo quando l’ha perso. Maria Maddalena, infatti, apparteneva alla stretta cerchia dei discepoli di Gesù ed era anche lei tra quelli che Gesù “amò sino alla fine”.

Per questo il primo giorno dopo il grande Sabato, dato che la Pasqua ebraica aveva costretto ad una sepoltura affrettata di Gesù, va al sepolcro per terminare la ricomposizione del suo corpo martoriato . Ma purtroppo non c’era più. Non solo non lo poteva più vedere vivo, ma nemmeno piangere da morto.

Aveva comperato con le sue amiche il balsamo per poter trattenere ancora per poco i suoi lineamenti, poter venire a contatto con quel corpo freddo, ma vero. Quel contatto diretto che cerchiamo con i nostri cari anche dopo la loro morte.

E Maria Maddalena si mette a piangere. E’ l’espressione di un dolore spontaneo, ma che non cancella la sua fede. Quella fede che la spinge a cercarlo ancora: “Dove sei mio Signore? Avete visto il mio Signore? Se sapete dov’è, ditemelo”.

Ella ci dà lezione di come si deve celebrare e vivere la Pasqua: si deve conservare sempre il desiderio di incontrare il Signore, di correre alla sua ricerca, di non arrenderci di fronte alle difficoltà della vita.

Quante volte siamo tentati di abbandonare la fede!

Il momento migliore che ci è offerto per rinsaldarla, ci insegna Maria di Magdala, è la prova. In quel momento non devo smettere di cercare Gesù, ma amarlo anche quando mi sembra assente; riconoscerlo come colui che è il mio Signore, anche quando lo sento lontano. A Maria Maddalena potranno portarlo via dal sepolcro, ma non dal cuore. Anche a noi cercano spesso di portare via Gesù in tanti modi, e fanno meno fatica perché il nostro cuore è forse più distaccato. Spesso sono la nostra autosufficienza, il nostro benessere, le nostre sicurezze materiali a farci credere che possiamo farne a meno.

Il segreto che ha permesso a Maria Maddalena di continuare a cercare il Signore, di non scoraggiarsi, di avere nel cuore la determinazione di incontrarlo, è l’aver fatto una esperienza precisa: é stata toccata dal suo perdono ed é stata in contatto personale con Gesù Crocifisso.

Da qui traeva la forza di cercarlo a tutti i costi. Aveva deciso di stare dalla sua parte contro la derisione di tutti. Gesù era stato rifiutato dalla maggioranza, era stato fatto passare per delinquente, per bestemmiatore. Gli apostoli erano fuggiti quasi tutti; erano rimasti: sua Madre Maria, Giovanni, Maria Maddalena e la sua amica. Dentro un’atmosfera generale di odio, di indifferenza, di rifiuto, Gesù muore e trova accoglienza solo in queste persone, che non si preoccupano dell’ostilità che hanno attorno. Fanno la scelta di rimanere con lui, anche quando viene spogliato, flagellato e messo in croce; si pongono di fronte a questa croce che rivela fino a che punto arriva l’amore di Dio per l’umanità.

Sia così anche per noi. Bisogna mettersi davanti alla croce per comprendere quanto Gesù ci ha amati!

La settimana santa e le feste pasquali ci danno la possibilità di contemplare e vivere tutto questo di nuovo.

Non lasciamoci sfuggire questa nuova opportunità.

 

Buona Pasqua a tutti!

 

 

 
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