La Parola

 
UN NOSTRO PARROCCHIANO DIVENTA ACCOLITO PDF Stampa E-mail
Scritto da Don Edoardo Ruina   
Martedì 25 Ottobre 2016

La nostra Comunità parrocchiale e, di conseguenza, la stessa Unità Pastorale si arricchirà di un nuovo ministero istituito. Si tratta di Alberto Cani, che da anni fa servizio nelle celebrazioni che avvengono in chiesa, in particolare modo nelle liturgie eucaristiche.

Questo avverrà il 30 ottobre prossimo con un rito particolare presieduto da Mons. Alberto Nicelli, che sarà in mezzo a noi per la Celebrazione del Sacramento della Confermazione dei ragazzi di II media, nella Chiesa del Convento.

 

L’accolito che cos’e’ e cosa fa?

 

Il ministero dell’accolito esisteva, nella Chiesa, nelle epoche più antiche ed è stato riscoperto dopo il concilio Vaticano II. Il nome deriva da una parola greca che significa: “Colui che sta vicino, che accompagna, che aiuta”. Infatti, durante la Messa, il compito dell’accolito è quello di aiutare il sacerdote che celebra, standogli accanto, in diversi momenti. Per esempio aiuta a preparare l’altare quando, con la processione che porta il pane e il vino, inizia la seconda parte della Messa, chiamata “liturgia eucaristica”. Oppure, se necessario aiuta a distribuire la comunione. Dopo la comunione, aiuta a sparecchiare l’altare e a sistemare i recipienti in cui è vi sono stati il pane e il vino consacrato (si chiamano Calice e pisside). Dice l’introduzione del Messale: “L’accolito è istituito per il servizio all’altare e per aiutare il sacerdote e il diacono. A lui spetta in modo particolare preparare l’altare e i vasi sacri, e, se necessario, distribuire l’Eucaristia ai fedeli di cui è ministro straordinario” (n° 98); e anche: “Durante l’intera celebrazione, è compito dell’accolito accostarsi, all’occorrenza, al sacerdote o al diacono per presentare loro il libro o per aiutarli in tutto ciò che è necessario. Conviene pertanto che, per quanto possibile, occupi un posto dal quale possa svolgere comodamente il suo compito, sia alla sede che all’altare” (n° 189).

 

Naturalmente sappiamo che in molte parrocchie non ci sono accoliti istituiti e, in questo caso, i loro compiti sono svolti dai chierichetti, dai ministri straordinari della comunione e da altri (anche i diaconi e i preti). Ma è una ricchezza poter avere un accolito in una comunità, non solo per le cose che fa (che potrebbero essere affidate ad altri), ma anche per il compito educativo che può svolgere. Scriveva, infatti, il vescovo Gilberto Baroni, nel 1978, che il compito dell’accolito è “far sì che la celebrazione eucaristica sia partecipata e vive” anche se “rimangono da inventare i modi concreti in cui l’accolito può operare per raggiungere questo scopo”. E aggiungeva che, tra le cose positive degli ultimi anni, c’è la scoperta “dell’importanza della liturgia della parola, con l’omilia; e bisogna riconoscere che questo è un passo vanti notevole rispetto ad alcuni anni fa, quando la liturgia della parola era tranquillamente trascurata”. Ma aggiungeva che, al contrario, la liturgia eucaristica è poco seguita e poco capita. Per questo “il compito più urgente dell’accolito è ridare importanza alla preghiera eucaristica” e fare in modo che “sia veramente sentita e vissuta come la grande preghiera della comunità”. E concludeva che: “per fare questo, all’accolito si domanda una conoscenza approfondita del mistero di Cristo e di ciò che significa celebrare questo mistero”. E non è poco!

 

Don Edoardo Ruina