La Parola

 
La festa del papà PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerio Romitti   
Giovedì 22 Marzo 2012

Noi siamo papà di ultimissima generazione. Papà che cambiano pannolini, riempiono la lavastoviglie e cucinano per i propri figli: in pratica delle mamme con meno seno e meno apprensioni. Come tali cosa possiamo aspettarci dalla festa del papà? Un fine settimana per soli uomini in montagna? Un biglietto per un quarto di finale di Champions?

Ma stiamo scherzando? Essendo papà di ultima generazione per la nostra festa ci aspetta una lezione aperta di musica!!!

Acciderboli, bellissimo!! Ovviamente all’inizio fingiamo, con ottimi risultati, di sapere benissimo cosa sia una lezione aperta, poi sul posto capiamo che molto semplicemente assisteremo ad una lezione di musica dei nostri figli alla scuola materna parrocchiale.

E chi è l’insegnante di musica? Ma ovviamente è Gianluca!!

Gianluca che suona, che canta, che dirige, che urla, che guida….

Sembra sbucato fuori da un cartone della Pixar e i bambini lo guardano incantati e lo seguono manco fosse il pifferaio magico.

Finalmente scopriamo cosa accade in quella magica lezione: i bambini giocano con la musica, in tanti modi diversi, perché con la musica si possono fare tantissime cose.

Cantano in coro rispondendo ai comandi che il testo gli impone, prima in piedi e poi seduti.

Ballano in coppia per poi cambiare compagno nel momento prestabilito della canzone, perché “Gianluca lo dice mille volte che dobbiamo cambiare amico”…

Recitano a tempo di musica, diventando tigri feroci e uomini forzuti in una coreografia tanto divertente quanto impegnativa.

Si trasformano in piccoli animali che si muovono in branco sempre seguendo melodici e ritmati comandi.

Danzano a turno all’interno del cerchio e poi eseguono balli tradizionali.

E noi che siamo i festeggiati? Qualche papà baciato dalla sorte viene coinvolto nei giochi musicali ritornando bambino per pochi minuti: paonazzi in viso per la sorpresa di trovarsi al centro dell’attenzione ma emozionati dall’essere chiamati e trascinati direttamente dal proprio figlio.

Perché per loro faremmo di tutto, anche un mega limbo di gruppo mettendo a dura prova le nostre rigide schiene. C’è anche il solito papà esibizionista che si inventa un salto del limbo anti Fosbury con rovinosa caduta al suolo, puntualmente redarguito dopo poche ore dal figlio perché “non dovevi fare quel salto, è molto pericoloso”. Per fortuna ci sono loro a ricordarci puntualmente il nostro ruolo…

E gli strumenti musicali? Si può imparare a conoscerli anche giocando: suonandoli in gruppo per scoprirne il suono o utilizzandoli come attrezzi per divertenti giochi di movimento.

E i papà postmoderni intanto cosa si stanno chiedendo? A che ora si mangia?

Assolutamente no. Noi ci facciamo domande ben più profonde: ma come riesce Gianluca cantando a comandare alla perfezione 20 bambini di 3 anni quando noi A VOLTE non riusciamo a gestirne nemmeno uno urlando? Che il segreto sia avere 20 figli?

Al termine della lezione arriva lo spuntino preparato dai bambini e, soprattutto, il regalo per il papà: marmellate, disegni, ritratti e piccole opere d’arte che diventano attentati alla nostra apparente solidità emotiva quando ci vengono donati da due occhioni felici e da un tenerissimo “l’ho fatto io per te, papà”.

Perchè noi papà moderni, in fondo, siamo esattamente come i papà di una volta: ci riempie di gioia vedere i nostri bimbi felici nel fare cose che possano arricchirli.

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