La Parola

 
Lettera del Parroco, Natale 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Don Piergiorgio Torreggiani   
Lunedì 18 Aprile 2011

Recita un vecchio proverbio: "Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi". E' un modo di dire che non vale quasi più, in quanto tanti trascorrono il Natale fuori casa; chi per fare la settimana bianca, chi per compiere lunghi viaggi.

Può sembrare così anche per noi preti, che siamo chiamati a lasciare la famiglia per svolgere il nostro ministero in una nuova parrocchia, spesso distante anche dal paese di origine. Ma un sacerdote, che per volontà del Vescovo, viene trasferito in un'altra comunità, accetta di entrare a far parte di una nuova famiglia.
Anch'io mi trovo a celebrare il primo Natale come parroco in mezzo a voi, e voi siete diventati, non per scelta nostra, la mia nuova famiglia. E, devo ammetterlo, mi sono sentito fin da subito in famiglia, per l'accoglienza calorosa che ho ricevuto. Nonostante sia trascorso appena un mese e l'inserimento in una nuova comunità sia sempre qualcosa di problematico, riconosco di avere trovato in tutti voi una disponibilità sincera e generosa, e di questo ringrazio il Signore.
Per questo credo di poter dire che anch'io celebro il Natale con i miei, anche se ho cambiato famiglia.
Mi auguro che non si spenga questo clima fraterno, e che soprattutto, non venga a mancare la volontà di collaborare insieme, anche quando potranno emergere opinioni e progetti divergenti.
Ringrazio la redazione di questo giornalino parrocchiale perché mi dà l'opportunità, in questo periodo che ci prepara alle feste di Natale, di entrare in tutte le case e di iniziare un dialogo con voi, che mi auguro possa continuare in un prossimo futuro, anche quando passerò per la benedizione alle famiglie.
Nel frattempo, però, vi chiedo di accogliere in modo speciale in questi giorni, un'altra persona ben più importante di me: Gesù Cristo.
Anche lui vuole fare "Natale con noi". Anzi. Il Natale è solo il suo. L'ha creato lui e vuole che si rinnovi ogni anno per ognuno di noi. Ma proprio Lui potrebbe essere il grande assente in queste feste. Proprio Lui a volte fa fatica a trovare spazio a casa nostra. Come gli era accaduto più di duemila anni fa incontra ancora tante difficoltà a venire nel nostro mondo. Sono ancora tanti gli ostacoli che incontra. Atteggiamenti di chiusura e di discriminazione, guerre e violenze, odio ed egoismo, sopraffazioni e ingiustizie, imperversano ancora ed impediscono che quel bambino porti la pace agli uomini del nostro tempo che egli ama.
Come è successo per Gesù, ancora oggi tanti bambini sono costretti a lasciare i loro paesi per i diversi Erodi che creano profughi e diseredati.
Anche oggi c'è chi resta indifferente, o addirittura, rifiuta "il Natale di Gesù" e, comportandosi così, rifiuta anche "il Natale dell'uomo".
Come stiamo preparando il nostro Natale, o meglio il Natale di Gesù?
Nonostante si dica che i preparativi quest'anno saranno molto condizionati dalla crisi, è ancora possibile che noi ci lasciamo trasportare dal desiderio di riempire la casa di cose. Probabilmente faremo in modo che non manchi nulla. Preoccupiamoci anche che non manchi proprio il festeggiato. Perché Dio cerca casa. Nonostante tutto prova a bussare alla nostra porta, soprattutto a quella del cuore, perché non è stanco di noi e ci vuole dimostrare che ci ama al di là di ogni merito.
Il mio augurio è che Gesù possa fare visita a tutti voi, in special modo a chi soffre e a chi guarda al futuro con preoccupazione e timore.
Buon Natale, ai "piccoli" e agli anziani, a chi è rimasto orfano o vedovo, a chi vivrà un Natale più triste per la perdita di una persona cara o per la solitudine.
Sia un buon Natale per tutti e un nuovo anno che si apre nella speranza.