La Parola

 
Lettera del Parroco, Natale 2014 PDF Stampa E-mail
Scritto da Don Piergiorgio Torreggiani   
Martedì 16 Dicembre 2014

UN ALTRO NATALE ...

 

Un altro Natale, altri riti per ricominciare l'anno liturgico e un'altra liturgia, quella laica, che ci costringe a celebrare un Natale sdolcinato e forzato, fatto di consumi, probabilmente più contenuti data la crisi che persiste. E noi cristiani non ce la prendiamo con la società e la cultura dominante perché forse anche noi siamo promotori di riti natalizi piuttosto paganeggianti.

Si tratta, piuttosto, di approfittare del tempo che ci è dato, dell'opportunità che ancora una volta ci viene donata per permettere a Dio di entrare nei nostri cuori. Non fingiamo di aspettare la nascita di Gesù nelle magiche notti di Natale! Egli é nato, è morto ed è risorto per noi e 1o aspettiamo alla fine della Storia. Nel frattempo chiede di nascere nel cuore di ciascuno di noi. Viene il Signore se lo accogliamo nella concretezza della situazione che stiamo vivendo, senza spegnerci travolti dall'abitudine.

Dio chiede di nascere in me, in ognuno di noi, ma mi devo domandare: “Io voglio ancora rinascere, ancora credere, ancora attendere, ancora accogliere, ancora sperare, ancora costruire Chiesa, ancora vivere?”.

Natale diventa una rinascita ogni anno, perché ogni anno arrivo con un cuore diverso, con un pezzo di storia in più, con gli occhi pieni di stupore e di nuove delusioni. Sì, ho bisogno ancora di celebrare il Natale. Di fare spazio a Dio. Di lasciare che cambi i nostri. Ma … di quanti natali abbiamo ancora bisogno per convertirci?

Quante volte dobbiamo ripetere le stesse preghiere e ascoltare le stesse parole per potere finalmente lasciare il nostro cuore illuminarsi dalla tenerezza immensa di Dio? Tante, 1o sappiamo.

Il nostro cuore è distratto: chiamato a volgere verso l'alto, spesso ricade pesantemente, travolto dalle tante occupazioni quotidiane e dalle preoccupazioni per il futuro. Possiamo celebrare cento natali senza che mai Dio nasca nei nostri cuori. Eppure Dio non si stanca mai. Ecco il messaggio del Natale di Gesù.

Se siamo qui, oggi, a indirizzarvi questo messaggio, è proprio perché tutti abbiamo bisogno di ricominciare, di provare ancora a fare della nostra anima, della nostra vita una piccola Betlemme. Dio viene, non si stanca, non si arrende.

Questo mese di dicembre chiude l'anno 2014, uno dei più difficili della recente storia europea, un anno di crisi in generale, di una crescita economica promessa ma non realizzata, di licenziamenti, di scoraggiamento, di alluvioni, di guerre e conflitti che non hanno mai termine. In questo momento critico la Chiesa ci invita a prepararci ad un altro Natale.

Si cominciano anche a fare gli auguri di "Buon Natale" a chi si incontra, che purtroppo non sono sempre espressione di un genuino senso di fede, di festa e di solidarietà. Per alcuni non sarà neanche un Natale facile. Per loro, infatti, un nuovo Natale potrà essere nostalgia di una festa lontana nel tempo, memoria di felicità e di armonia scomparse; per altri potrà significare il risvegliarsi di un'esperienza dolorosa, di un lutto non ancora dimenticato.

Ogni persona ha il suo Natale, un Natale atteso, desiderato, temuto ... però …

Se il Natale resta il mio Natale, il tuo Natale, e perdiamo di vista che si tratta del Natale di Gesù, sarà un Natale povero. Se la Chiesa ci ripropone un nuovo anno liturgico e ci fa rivivere questa nuova celebrazione, è perché ne abbiamo ancora più bisogno.

Non come una circonferenza che torna al punto di partenza, ma come una spirale che, pur tornando allo stesso punto, approfondisce il suo percorso. Perché voi ed io, non siamo la stessa persona che ha celebrato l'Avvento e il Natale un anno fa.

Ripartiamo, allora, con entusiasmo, nonostante la crisi.

Coraggio; lasciamo ancora spazio alla Parola, alla profezia, alla speranza. Lasciamo che Cristo nasca o rinasca nei nostri cuori; diciamogli che vogliamo lui come Maestro e Signore. Lasciamo crescere in noi la presenza di Dio, lasciamo scaturire dai nostri cuori il desiderio di pienezza che ci conduce alla salvezza e che solo Dio ci può dare.

Buon Natale, dunque. E che sia il Natale di Gesù. Auguri a tutti! In particolare a chi soffre per la malattia, la solitudine, e la paura di un futuro senza speranza.

 

Don Piergiorgio